Per molto tempo il trattamento dell’obesità e quello dei disturbi alimentari (DA) ha seguito traiettorie parallele, con da una parte, nutrizionisti, diabetologi, endocrinologi e altre figure mediche impegnati nel trattamento dell’obesità e delle condizioni morbose associate. Dall’altra gli psicoterapeuti coinvolti nel trattamento dei DA. Ci sono però diversi aspetti da considerare che sottolineano quanto le due problematiche abbiano aspetti di sovrapposizione che richiedono una collaborazione tra professionisti. In realtà, esistono aspetti di sovrapposizione tra le due problematiche, che potrebbero beneficiare di una stretta collaborazione tra le diverse figure professionali.
Persone che arrivano in trattamento perchè affette da obesità o per patologie mediche ad essa correlate, potrebbero soffrire anche di un Binge Eating Disorder (BED), disturbo che richiede una valutazione psicopatologica, che tenga conto non solo di sintomi come abbuffate e perdita di controllo sull’alimentazione, ma anche del rapporto che la persona ha con il proprio corpo, di un’autostima indebitamente influenzata da peso, forma del corpo e alimentazione, nucleo centrale e specifico di tutti i DA, necessario per formulare una diagnosi clinica. Sapere che un soggetto è affetto da BED oltre che da obesità, può orientare il trattamento in modo diverso e può dare indicazioni prognostiche importanti.
Persone che hanno un BED e che arrivano nello studio dello psicoterapeuta sono spesso affette da sovrappeso e obesità e possono avere patologie mediche correlate all’alto peso corporeo e al pattern alimentare discontrollato. Questi aspetti legati alla salute fisica richiedono attenzione, monitoraggio e un eventuale intervento clinico da parte di figure mediche specialistiche (diabetologo, endocrinologo, nutrizionista, fisioterapista, ecc) che, collaborando con lo psicoterapeuta, possono operare con maggiore consapevolezza e sensibilità nei confronti del paziente.
Un capitolo a parte merita la questione legata all’utilizzo dei farmaci agonisti del recettore GLP-1, nati per la cura del diabete di Tipo 2 e obesità, che stanno dimostrando un’ottima efficacia nei programmi di perdita del peso. Tali farmaci sono oggetto di ampia ricerca scientifica rispetto alla loro capacità non solo di ridurre la fame, il desiderio di cibo, di migliorare le funzioni metaboliche e la regolazione dell’insulina, ma anche di ridurre le abbuffate. In caso di pazienti obesi che ricercano un trattamento per il dimagrimento o di pazienti affetti da BED e obesità in cura presso uno psicoterapeuta, la valutazione relativa alla prescrizione o meno di questi farmaci, dovrebbe essere effettuata considerando i potenziali rischi psicologici a cui il paziente potrebbe esporsi. Se da una parte il farmaco può apportare benefici importanti per la salute fisica, porta anche a dimagrimenti maggiori e più rapidi rispetto al solo cambiamento dello stile di vita (dieta e attività fisica), che resta necessario anche con i farmaci. La persona affetta da BED potrebbe polarizzarsi ancora di più sul corpo, sul desiderio di dimagrire, sul controllo alimentare e riattivare quei meccanismi disfunzionali che mantengono la patologia alimentare, piuttosto che cercare di investire il proprio valore in ambiti diversi come quello relazionale. Questo non esclude affatto la possibilità di inserire i farmaci come semaglutide, liraglutide nel trattamento medico di pazienti BED in cura psicoterapica, ma di valutare molto bene l’impatto che possono avere in quello specifico paziente, in quel preciso momento della terapia.
Ricordiamoci che il dimagrimento è un aspetto importante per la salute fisica di pazienti obesi, così come portarli ad avere uno stile di vita più attivo, allineandosi ai suggerimenti dell’OMS rispetto all’attività aerobica e di forza, necessaria per ridurre la perdita di massa magra. Nel caso, però, in cui sia presente un disturbo psicologico come il BED, il soggetto ha problemi molto profondi, il corpo è il mezzo attraverso il quale legge e cerca di uscire dalla sofferenza, che è di tipo emotivo e profonda. Finchè l’autostima è ancorata al corpo il rischio è che il paziente si concentri solo sul dimagrimento, restringendo l’alimentazione e quindi incorrendo in abbuffate, che viva sensi di colpa intensi quando non riesce a controllarsi e interrompa il programma di attività fisica. Il BED non si può curare con un farmaco, ma il farmaco può essere un valido aiuto dentro una gestione clinica del paziente, dove l’assessment accurato e la collaborazione tra professionisti è molto importante.

