Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale Pisa e provincia

Tag: sessualità

Sessualità e disturbi alimentari

I disturbi alimentari sono frequentemente associati a disfunzioni sessuali come anorgasmia, riduzione o assenza di desiderio sessuale, dolore sessuali (dispareunia associata o meno a vaginismo). Tale associazione è confermata dalla letteratura scientifica; una meta-analisi recente (Hess & Spacirova, 2025) ha evidenziato una maggior presenza di disfunzioni sessuali nelle donne affette da anoressia e bulimia nervosa rispetto ai controlli sani. Ci sono ragioni sia psicologiche sia biologiche che possono spiegare queste evidenze.

L’anoressia nervosa è un disturbo psichiatrico associato al sottopeso e alla malnutrizione per difetto che impattano, riducendoli, sulla produzione di ormoni sessuali (nelle donne sugli estrogeni). Il calo di ormoni sessuali ha effetti diretti sul desiderio sessuale che diminuisce o arriva a spegnersi, sulla fertilità, oltre che sulla ridotta lubrificazione vaginale, che può incidere sul dolore durante i rapporti sessuali. Questi effetti biologici si accompagnano spesso ad una sofferenza emotiva intensa caratterizzata da sentimenti di vergogna, disprezzo, odio, rabbia provati verso il proprio corpo dai pazienti con disturbi alimentari, in modo trasversale tra le diverse diagnosi. Questa insoddisfazione corporea può portare ad un vero e proprio evitamento dei rapporti sessuali e affettivi o ad una sessualità insoddisfacente caratterizzata da ansia, disagio, assenza di desiderio sex, anorgasmia, dispareunia (dolore sessuale persistente e ricorrente durante i rapporti sessuali associato o meno a vaginismo).

Per alcuni pazienti affetti da disturbi alimentari la sessualità può essere utilizzata come veicolo per soddisfare bisogni profondi di amabilità, accettazione incondizionata, attrattività che sentono altrimenti irrealizzabili e questo può portare a delusioni relazionali, sofferenze, insoddisfazione sessuale.

La sessualità è un bisogno umano fondamentale e contribuisce al nostro stato di salute psico-fisica. La presenza di un disturbo alimentare danneggia il rapporto con il proprio corpo, nell’anoressia nervosa ad essere danneggiato è  anche lo stato ormonale del corpo, tutti aspetti che portano a disfunzioni sessuali, evitamento del sesso o vissuti dolorosi duranti i rapporti sessuali.

 

 

La coppia e la sessualità al tempo del Coronavirus

Il momento che stiamo vivendo è senza dubbio difficile da diversi punti di vista: sanitario, economico, psicologico e sociale. Ci sentiamo vulnerabili e impotenti di fronte a una pandemia che ha provocato migliaia di morti nel nostro paese e che ha modificato profondamente la vita di ciascuno di noi creando una netta spaccatura tra un prima Covid-19 e un dopo che è ancora molto incerto e privo di sicurezza. Un aspetto che con questo articolo voglio trattare è quello della coppia perchè, se per alcune coppie, questo momento rappresenta un nuovo e positivo riavvicinamento, per altre comporta un aumento di conflittualità interna e di disagio con evidenti conseguenze anche sulla sessualità.

Come ci ricorda bene Shopenhauer nella sua celebre metafora dei porcospini, una coppia funziona bene quando riesce a trovare un sano equilibrio tra le naturali esigenze di vicinanza/intimità e di autonomia; in questo momento il rischio maggiore del disagio di coppia è legato spesso ad un eccesso di vicinanza che vede gli individui a stretto contatto frustrando quel bisogno sano di avere uno spazio personale, non solo fisico ma soprattutto psicologico. Le realtà sono molto diverse le une dalle alte; è evidente che avere una casa sufficientemente grande da consentire a ciascuno di avere un proprio angolo fisico è diverso da avere un piccolo bilocale da condividere interamente con un’altra persona e magari un figlio. Mai come in questo momento è importante saper gestire al meglio il rapporto con l’altro riconoscendo a se stessi e all’altro il bisogno di un’autonomia che, se prima era garantita dal lavoro fuori casa, dagli amici, dallo sport, oggi deve essere ricreato all’interno della propria abitazione. Le discussioni ci saranno, ma è importante saperle gestire in modo assertivo, ricordandosi di comunicare all’altro sempre in termini di “Io avrei bisogno di…..io quando fai così mi arrabbio perchè…” evitando espressioni del tipo: “Tu fai, tu dici sempre, tu sei”… perchè questo tipo di comunicazione orientata alla critica e al giudizio dell’altro mette l’altro sulla difensiva e apre il conflitto e il ritiro dalla relazione, che in un momento come questo, può avere conseguenze molto negative, data la maggiore vulnerabilità di ciascuno di noi. Cerchiamo per quanto possibile di evitare quella famosa “sindrome pedagogica”, più tipica delle donne, in cui ci si pone come le esperte di turno (es. “questa cosa va fatta in questo modo, non si fa così”) perchè questo apre il conflitto e anche la sindrome dell’indovino (es. “secondo me tu fai così perchè pensi questo”). Cerchiamo di avere il coraggio di prendere il proprio spazio senza ferire l’altro con attacchi ingiustificati. I propri bisogni vanno dichiarati perchè sono legittimi e essenziali per la soddisfazione di coppia. E’ molto importante usare la nostra intelligenza emotiva, quindi la capacità di calmarsi, di liberarsi dall’ansia, dalla tristezza o dall’irritabilità, tutte emozioni naturali in questo clima emergenziale, per riprendersi rapidamente dai conflitti e non creare pericolose escalation.

Vestiamoci la mattina come se dovessimo uscire, manteniamo la cura di sè, cerchiamo di avere attenzione al corpo, questo permette di pensarci come attivi e positivi. Ci sono diverse coppie che in questa realtà vivono la difficoltà dello stare insieme, pensiamo alle coppie che vivevano realtà laterali (storie parallele) che spesso hanno protetto la relazione centrale (es. il matrimonio) e che, in questo momento, sono in pausa. Le coppie appena nate, non conviventi, che vivono la distanza fisica, quelle adolescenziali, quelle che per poter stare insieme hanno scelto di iniziare subito una convivenza magari in un tempo molto precoce rispetto alla nascita della relazione che potrebbero far fatica ad adattarsi. Poi ci sono le realtà più drammatiche, i casi di violenza intra-familiare, che in questa fase può esacerbarsi con la più alta probabilità che anche i figli ne siano costantemente esposti.

Non ci sono ricette preconfezionate per le coppie, perchè ogni coppia ha una sua danza che procede in sincronia e allora tutto va bene o può perdere il ritmo comune e diventare fonte di insoddisfazione e sofferenza. In questo momento la danza è messa in crisi da un cambio improvviso e inatteso delle normali routine, quelle che danno una certa sicurezza e prevedibilità e che fondano un equilibrio di coppia. è importante quindi in questa fase se volete salvare la vostra coppia evitare accuse, discussioni troppo accese, silenzi irritati, molto più utile è invece quello di legittimare e esprimere i propri bisogni, spazi, necessità cercando il modo di rispettare gli stessi anche nel partner.

 

 

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