Con disturbi del comportamento alimentare ci si riferisce a disturbi caratterizzati  da un’eccessiva valutazione di peso, forma del corpo e alimentazione come nucleo centrale e specifico. Questo significa che le persone che ne soffrono dipendono in modo estremo da conferme esterne per potersi attribuire un valore personale, valore che è già danneggiato prima che il sintomo si manifesti. Il punto è proprio questo, la ricerca estenuante di un certo peso, di una certa forma del corpo e di una dieta alimentare auto-imposta rigida ed estrema, sono tutti tentativi, per loro stessa natura fallimentari oltre che nocivi, di correggere una immagine nucleare di sè negativa, di scarso valore personale, di indegnità, non amabilità. Questo meccanismo non può avere fine se non attraverso un trattamento psicoterapico specifico dove si va a lavorare proprio sull’immagine interna danneggiata, perchè è quella che genera dolore e che spinge a mettere in atto tentativi di coping che si autoperpetuano, rafforzando l’illusione che solo attraverso una dieta migliore, un maggior impegno, una ferrea volontà il dolore scomparirà. La verità è che al dolore si aggiunge altro dolore, quello che deriva dal sottopeso (nell’anoressia nervosa) con tutti i sintomi da malnutrizione, dalle abbuffate (un esito frequente di periodi di grande restrizione) o il sintomo principale se si soffre di Binge Eating e Bulimia Nervosa, dalla rinuncia a tutte quelle dimensioni dell’esistenza che danno gioia, vitalità e piacere come le relazioni, gli hobbies, scopi di vita sentiti come propri.

Il lavoro con questa tipologia di pazienti prevede la presenza di uno psicoterapeuta.

 e di un nutrizionista e, nel caso di pazienti più giovani, anche di un supporto specifico per i familiari che devono apprendere gli atteggiamenti e i comportamenti più efficaci da tenere con il figlio affetto da disturbo alimentare, soprattutto nella gestione dei pasti, momenti carichi di grande stress per tutto il contesto. A seconda del livello di gravità del disturbo si può optare per un trattamento ambulatoriale, ambulatoriale intensivo o di ricovero.

Guarire si può, è un percorso complesso, impegnativo, faticoso, ma è molto più faticoso restare schiavi di un disturbo che, a poco a poco, spegne e priva della voglia di vivere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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